Età Adulta
◉ DISTURBI D’ANSIA
L’ansia è una emozione innata che tutte le persone vivono durante la vita, spesso associata alla paura e di frequente identificata genericamente come “stress”. Si parla di disturbo d’ansia quando l’attivazione del “sistema dell’ansia” è eccessivo, ingiustificato o sproporzionato rispetto alle situazioni. Esso può determinare un cambiamento significativo nella vita di una persona e renderla incapace di affrontare anche le più comuni situazioni quotidiane.
Tra i disturbi d’ansia più comuni vi sono: il disturbo di panico e agorafobia, la fobia specifica (aereo, ragni, cani, insetti, ecc.), la fobia sociale, il disturbo d’ansia generalizzata. Nel trattamento dei disturbi d’ansia, la psicoterapia cognitiva e cognitivo-comportamentale ha dimostrato scientificamente la propria efficacia. Si tratta di un tipo di psicoterapia in cui paziente e terapeuta sono attivamente impegnati nella comprensione del problema e nella condivisione di obiettivi terapeutici concreti e verificabili. Nel corso del trattamento la persona è aiutata a prendere consapevolezza dei circoli viziosi del panico e a liberarsene gradualmente attraverso l’acquisizione di modalità di pensiero e di comportamento più funzionali. L’obiettivo principale consiste nel giungere ad integrare le emozioni, cognizioni e sensazioni corporee del soggetto ansioso fino a dargli un nuovo significato nella propria storia di vita.
In tal modo la persona potrà comprendere il significato della sua ansia, paura o fobia, permettendogli di gestire lo stato di disagio e condurre una esistenza soddisfacente.
Disturbi dell'umore:
◉ DEPRESSIONE
La depressione è un disturbo dell’umore caratterizzato da intensi stati di insoddisfazione e tristezza con differenti sfumature. È presente una condizione costante di malumore con pensieri negativi e pessimisti circa sé stessi ed il proprio futuro. È un po’ come vedere il mondo attraverso degli occhiali con delle lenti scure: tutto sembra più difficile da affrontare, anche alzarsi dal letto al mattino o curare l’igiene personale. La perdita di energia ed il senso di fatica possono essere accompagnati da disturbi della concentrazione e della memoria. Vi è incapacità nel provare piacere nelle attività quotidiane e in quelle attività che in passato procuravano gioia e soddisfazione. Colpisce la capacità delle persone di pensare in modo lucido e realistico, altera le funzioni corporee come ad esempio l’appetito (inappetenza) e il sonno (insonnia o ipersonnia). La depressione può manifestarsi con diversi livelli di gravità. Alcune persone presentano sintomi depressivi di bassa intensità, legati ad alcuni momenti di vita, mentre altri si sentono così male da non riuscire a svolgere le normali attività quotidiane. Le forme più gravi si caratterizzano per un numero più elevato di sintomi, una maggiore intensità e compromissione delle attività quotidiane.
È importante non confondere la depressione con un normale sentimento di naturale depressione successiva a un lutto o a una perdita. I dati epidemiologici evidenziano che la depressione è il disturbo psicologico più
diffuso nel mondo.
◉ DISTURBO BIPOLARE
Il disturbo bipolare è caratterizzato da oscillazioni insolite del tono dell’umore e della capacità di funzionamento della persona, pertanto sono presenti episodi depressivi e maniacali o ipomaniacali. Sintomi della fase depressiva: umore depresso, sensazione di fatica e mancanza di energia, agitazione o rallentamento psicomotorio, disturbi del sonno, mancanza di speranza, inappetenza o -in rari casi- iperfagia, incapacità a trarre piacere dalle attività che in passato procuravano gioia e soddisfazione, difficoltà di concentrazione e attenzione, sentimenti di inferiorità e irritabilità.
Sintomi della fase maniacale: senso di infaticabilità, buon umore eccessivo e percepito dagli altri come insolito, comportamenti disinibiti, facilità a spendere denaro, comportamenti aggressivi impulsivi con gravi conseguenze sia lavorative che personali, enorme disponibilità, ridotto bisogno di sonno, diminuzione della
capacità di giudizio, aumento del desiderio sessuale, atteggiamenti seduttivi e provocatori.
L’ipomania, è uno stato alterato dell’umore meno intenso rispetto alla mania. È Importante differenziare l’ipomania dalla felicità, in quanto la prima non ha una causa precisa. Tipologie del disturbo: Disturbo bipolare di tipo I, caratterizzato da episodi depressivi e episodi maniacali; Disturbo bipolare di tipo II, caratterizzato da episodi depressivi e episodi ipomaniacali.

◉ DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO (DOC)
Il disturbo ossessivo compulsivo è caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni. Le ossessioni sono idee, pensieri, impulsi o immagini che insorgono improvvisamente nella mente e che vengono percepiti come intrusivi, le compulsioni (rituali) consistono in azioni mentali e comportamentali che si manifestano in risposta alle ossessioni e che ne rappresentano un tentativo di soluzione.
Il sintomo centrale del DOC è la presenza di ossessioni e compulsioni o sole ossessioni, che occupano un tempo significativo della giornata (un’ora o più al giorno) e interferiscono con le attività del quotidiano (lavoro, studio, vita di relazione, cura della casa o dell’igiene ecc.). I sintomi del disturbo ossessivo-compulsivo sono molto eterogenei, ma nella pratica solitamente se ne distinguono diverse tipologie: Disturbo ossessivo compulsivo da controllo; Disturbo ossessivo compulsivo da contaminazione; Disturbo ossessivo compulsivo da accumulo; Disturbo ossessivo compulsivo da ordine e simmetria; Disturbo ossessivo compulsivo da superstizione eccessiva; Ossessioni pure. La psicoterapia cognitivo-comportamentale costituisce il trattamento psicoterapeutico di elezione per la cura del disturbo ossessivo compulsivo. Essa, è costituita da due tipi di intervento che si integrano a vicenda: la psicoterapia comportamentale e la psicoterapia cognitiva. La psicoterapia cognitiva mira alla cura del disturbo ossessivo compulsivo attraverso la modificazione di alcuni processi di pensiero automatici e disfunzionali; in particolare, agisce sull’eccessivo senso di responsabilità, sull’eccessiva importanza attribuita ai pensieri, sulla sovrastima della possibilità di controllare i propri pensieri e sulla sovrastima della pericolosità dell’ansia, che costituiscono le principali distorsioni cognitive dei pazienti
DISTURBI DI PERSONALITA’:
I Disturbi di Personalità costituiscono delle modalità tendenzialmente rigide di percepire, reagire e relazionarsi alle altre persone e agli eventi; tali modalità riducono le possibilità del soggetto di avere rapporti sociali efficaci e soddisfacenti per sé e per gli altri.
Le persone in grado di adattarsi efficacemente alle diverse situazioni della vita tendono ad assumere una modalità alternativa quando lo stile abituale risulta inefficace. Al contrario, gli individui con un Disturbo di Personalità faticano in questo e tendono a rispondere in modo inappropriato ai problemi della vita fino al punto che le relazioni con i propri familiari, gli amici e i colleghi di lavoro divengono difficoltosi, insoddisfacenti, conflittuali o vengono sistematicamente evitati. Tali modalità disadattive appaiono generalmente in adolescenza o nella prima età adulta e tendono a rimanere stabili nel tempo. Ne esistono diverse tipologie (alcuni esempi: disturbo paranoide di personalità, disturbo schizoide di personalità, disturbo schizotipico di personalità, disturbo borderline di personalità, disturbo istrionico di personalità, disturbo narcisistico di personalità, disturbo antisociale di personalità,disturbo dipendente di personalità, disturbo evitante di personalità, disturbo ossessivo-compulsivo di personalità).
DISTURBI DELLA SFERA SESSUALE:
Le disfunzioni sessuali sono “anomalie” nella capacità di una persona di avere reazioni sessuali o provare piacere sessuale. Affinché si possa parlare di disturbo sessuale, è necessario che le difficoltà percepite dal soggetto, nonché le relative implicazioni sul comportamento sessuale, si manifestino in maniera frequente e per un periodo di tempo significativo, causando una consistente compromissione della sessualità ed una significativa sofferenza soggettiva e/o di coppia.
Tra i disturbi più comuni:
- disturbo del desiderio sessuale
- disturbo erettile
- disturbo dell’eccitazione sessuale femminile
- disturbo del dolore genito pelvico e della penetrazione (dispareunia e vaginismo)
- eiaculazione precoce
- eiaculazione ritardata
- disturbo dell’orgasmo femminile
Nelle situazioni in cui questi disturbi hanno una causa prevalentemente psicologica, l’approccio cognitivo-comportamentale, aiutando a comprendere e a modificare i fattori psicologici, relazionali e comportamentali che causano e mantengono il disturbo, ha mostrato particolare efficacia nel loro trattamento. Dopo una prima fase diagnostica, si concorda con il paziente uno dei seguenti interventi:
- consulenza psicopedagogica
- terapia sessuale integrata
- psicoterapia individuale
- psicoterapia di coppia